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  🧡 Febbraio: il mese del cuore che ascolta Febbraio porta con sé una vibrazione particolare: quella del cuore. Non intendo parlare dell’amore come concetto sentimentale o legato a date sul calendario, ma di qualcosa di più profondo — l’ amore come ascolto , come presenza e come cura di sé. Nel percorso del benessere, un tema che ritorna spesso è proprio questo: come ci trattiamo quando nessuno ci guarda. Quando non cerchiamo un risultato, quando non dobbiamo apparire “perfetti”, quando non dobbiamo fare nulla se non essere.     Un cuore che ascolta non è mite per debolezza. È forte perché sa restare. Sa sentire il proprio respiro. Sa riconoscere la fatica e anche la leggerezza. Sa mettere attenzione a ciò che si muove sotto la pelle — emozioni, sensazioni, desideri, timori. In molti percorsi o pratiche, compreso lo yoga, si parla di presenza: non come performance, ma come relazione con ciò che siamo in quel momento . La vera pratica non è tenere il corpo in u...

Cos’è davvero la Camminata Metabolica®

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  La Camminata Metabolica® non è una passeggiata . E non è nemmeno “camminare un po’ meglio”. È un allenamento vero e proprio , strutturato, tecnico, guidato, che lavora sul corpo in modo preciso. Si svolge all’aperto, in gruppo, con un trainer che guida in cuffia. Ogni partecipante è seguita, corretta, accompagnata passo dopo passo. Nulla è lasciato al caso. La Camminata Metabolica® nasce per: migliorare il metabolismo lavorare sulla postura rinforzare la muscolatura profonda aumentare resistenza ed energia educare il corpo a muoversi in modo più efficace Non si tratta solo di “fare movimento”. Si tratta di allenare il corpo a usare meglio se stesso . Il passo è studiato. Il ritmo è intenzionale. Il lavoro è progressivo. È un allenamento adatto a persone diverse, perché rispetta l’individualità, ma non è blando e non è improvvisato . Richiede attenzione, presenza, continuità. E proprio per questo, nel tempo, dà risultati reali. Uno degli aspetti ...

Benessere yoga in inverno

  In inverno il corpo chiede protezione L’inverno ha un ritmo tutto suo. Più lento. Più silenzioso. Ci sono mattine in cui restare qualche minuto sotto le coperte sembra l’unica cosa sensata da fare. Fuori la luce è morbida, a volte lattiginosa. Una tazza calda tra le mani, la nebbia alla finestra, qualche noce o un dattero la sera… L’inverno sa essere accogliente. Eppure, insieme a tutto questo, porta anche rigidità, pelle secca, piccoli dolori, raffreddori, stanchezza. E spesso una malinconia sottile, difficile da spiegare. Non è un difetto. È il corpo che chiede protezione . Lo yoga come coperta In inverno lo yoga non serve per “fare di più”. Serve per tenere caldo il corpo e l’energia . Muoversi anche poco, ma con costanza, aiuta le articolazioni a non irrigidirsi, il respiro a restare ampio, la giornata a partire con più presenza. Qualche movimento al mattino, qualche gesto consapevole, è spesso sufficiente. Non è questione di forza. È questione di continuit...

L’Inverno…

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  L’Inverno… L’Inverno è una stagione che invita al silenzio. Non spinge, non chiede, non accelera. Chiede piuttosto di fermarsi , di raccogliersi , di tornare dentro. Secondo l’Ayurveda, in Inverno predominano le qualità opposte a quelle dell’Estate: freddo, lentezza, densità, profondità. È il tempo in cui il corpo ha bisogno di calore, stabilità, nutrimento. Fisico ed emotivo. In questo periodo è facile sentirsi più stanchi, meno motivati, con il desiderio di stare in casa, di dormire di più, di parlare di meno. Spesso lo interpretiamo come pigrizia. In realtà è intelligenza naturale . La Medicina Tradizionale Cinese associa l’Inverno all’elemento Acqua e agli organi dei reni e della vescica. È la stagione della conservazione dell’energia , non della dispersione. Il momento in cui la natura custodisce i semi sotto terra, in attesa. Anche noi, come la natura, abbiamo bisogno di rallentare per rigenerarci. In Inverno il corpo chiede: più calore più riposo me...

Perché ricomincio a scrivere

  Non è la prima volta che apro uno spazio come questo. Ma è la prima volta che lo faccio senza dover dimostrare niente . Scrivo perché a un certo punto della vita ti accorgi che fare non basta più. Allenarti non basta. Mangiare “bene” non basta. Essere costante, disciplinata, brava… non basta. Serve sentirti . Negli anni ho accompagnato tante donne nel movimento, nel respiro, nel rimettersi in cammino. E ogni volta ho visto la stessa cosa: non cercano un metodo perfetto, cercano un luogo sicuro dove tornare al corpo. Questo blog nasce così. Come una pausa. Come due passi fatti insieme, senza fretta. Qui non troverai regole rigide. Non troverai prima e dopo. Non troverai promesse miracolose. Troverai invece pensieri, esperienze, stagioni che cambiano, un corpo che parla (a volte sottovoce), movimento vissuto con rispetto, non come punizione. Scrivo per chi è stanca di forzarsi. Per chi sente che stare bene… fa bene , ma non sa più da dove ricominciare. Se an...

Namasté (seconda parte)

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  Considerato come semplice gesto fisico, Namasté è in realtà carico di simbolismo. Nell’eseguirlo, le cinque dita della mano sinistra si uniscono perfettamente alle cinque dita della mano destra. Un incontro preciso, intenzionale. Secondo la tradizione, le dita della mano sinistra rappresentano i cinque sensi dell’azione, quelle della mano destra i cinque organi della conoscenza. Quando azione e conoscenza si incontrano in armonia, come in Namasté, pensiero e gesto tornano allineati. Cinque dita più cinque dita: dieci. Il numero dieci, in molte culture antiche, è simbolo di completezza, unità, perfezione. È il numero dei comandamenti, il numero della totalità nel sistema pitagorico, il simbolo dell’equilibrio perfetto nella tradizione cinese. Ma al di là dei numeri, Namasté è soprattutto un atto di presenza . Il gesto è accompagnato dalla parola “Namasté”, che non è solo un saluto, ma un vero e proprio mantra. Un suono che armonizza, che riporta in risonanza con qua...

NAMASTE' (prima parte)

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Namastè è un umile saluto che parte direttamente dal cuore e viene ricambiato di conseguenza. Namasté Namasté è un saluto umile. Non nasce dalla testa, ma dal cuore. E dal cuore viene ricambiato. È un gesto semplice: i palmi delle mani uniti davanti al petto, il capo che si inclina leggermente. Un gesto che dice: mi fermo, ti riconosco . La parola Namasté viene dal sanscrito. È composta da NAMA e TE . TE significa tu . NAMA racchiude il senso di offerta, di rispetto profondo, di umiltà. NAMA può essere scomposto in NA (non) e MA (ciò che è mio). “Non mio”. Un ricordare che, nel profondo, nulla ci appartiene davvero. Che l’anima individuale non è separata, ma parte di qualcosa di più grande. Namasté è anche un invito a deporre l’ego. Non come rinuncia forzata, ma come atto di fiducia. Un lasciar andare che apre, invece di chiudere. Quando eseguiamo Namasté davanti a qualcuno, riconosciamo in lui – o in lei – una scintilla divina. E nello stesso gesto ci ricordiamo che ...