Il respiro
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La respirazione è una funzione essenziale alla vita.
Eppure, quasi sempre, ce ne accorgiamo solo quando qualcosa non funziona.
Lo yoga, fin dalle sue origini, ha posto grande attenzione al respiro e alla sua natura profonda.
Non come tecnica astratta, ma come ponte diretto tra corpo e mente.
Spesso, quando si pensa allo yoga, vengono in mente immagini lontane dalla vita quotidiana: posture “impossibili”, lunghe meditazioni, silenzi profondi.
In realtà, per chi desidera prendersi maggiore responsabilità della propria salute e del proprio benessere, lo yoga è prima di tutto una pratica concreta e accessibile.
Attraverso le asana (le posture) e il pranayama (le tecniche di respirazione), lo yoga può offrire benefici importanti anche a chi convive con disturbi respiratori, come asma o patologie polmonari croniche.
Il lavoro sul respiro aiuta a rafforzare e rilassare i muscoli coinvolti nella ventilazione, ad ampliare la capacità polmonare, a ridurre la tensione del torace e a calmare il sistema nervoso.
Tra le pratiche più efficaci per ridurre lo stress e favorire il rilassamento, il pranayama è uno strumento semplice, naturale e profondo.
I suoi effetti non sono immediati e fugaci, ma crescono nel tempo, accompagnando il corpo verso un equilibrio più stabile, senza gli effetti collaterali spesso associati ai farmaci.
Un esercizio semplice
Una delle tecniche più conosciute ed efficaci è la respirazione a narici alternate.
In modo molto semplice:
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si chiude una narice ed espira completamente dall’altra
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si inspira lentamente
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poi si cambia lato
Praticata con calma per qualche minuto, aiuta a riequilibrare il respiro, a calmare la mente e a portare una sensazione di centratura.
La mia esperienza
Parlo di respiro anche per un motivo personale.
Per un periodo della mia vita ho sofferto di asma bronchiale allergica.
Ero costretta a utilizzare quotidianamente inalatori e farmaci.
Con il tempo, aumentando la pratica e lavorando con costanza sul respiro, ho scoperto di poter ridurre gradualmente i farmaci.
Mi sentivo meglio, gli attacchi erano più gestibili, l’ansia diminuiva e il sonno migliorava.
Non perché lo yoga “guarisca” in senso magico, ma perché mi aveva restituito uno strumento.
Un modo più consapevole e meno spaventato di stare dentro al respiro, anche nei momenti difficili.
E questo, per me, ha fatto una grande differenza.
Una pratica semplice per chi soffre di allergie
Alle persone che convivono con allergie, anche stagionali, suggerisco spesso una pratica molto semplice, che chiamo “la respirazione della sedia”.
Si parte sedendosi a terra, di fronte a una sedia (meglio se pieghevole), con le gambe distese in avanti.
Le braccia si appoggiano delicatamente sul sedile.
A questo punto si contraggono tutti i muscoli del corpo per qualche istante e poi si rilassano lentamente, parte dopo parte, dai piedi fino al capo.
Questo ciclo di contrazione e rilassamento si ripete cinque volte, senza fretta.
Poi si passa al respiro:
inspirando, si porta lentamente la testa indietro, in modo profondo ma naturale;
espirando, la testa scende in avanti e verso il basso, svuotando bene i polmoni.
Anche questo movimento si ripete cinque volte, seguendo il ritmo del respiro.
È una pratica semplice, ma spesso molto efficace per sciogliere tensioni, calmare il sistema nervoso e rendere il respiro più libero.
Come dico sempre alle persone con problematiche respiratorie, lo yoga non sostituisce i farmaci.
Ma affiancarli a qualche minuto quotidiano di pranayama può diventare un gesto di cura importante, un modo per sentirsi meno in balia dei sintomi e più presenti nel proprio corpo.
Un piccolo spazio ogni giorno.
Senza forzare.
Con rispetto.
Stare bene… fa bene.
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