Consapevolessenza
Ho appena terminato di leggere Il monaco che non voleva avere ragione e, tra le tante riflessioni che mi ha lasciato, ce n'è una che mi è rimasta nel cuore più delle altre.
Una parola.
Consapevolessenza.
Non l'ho inventata io, ma appena l'ho incontrata ho sentito che parlava anche di me. È una di quelle parole che riescono a esprimere qualcosa che, fino a quel momento, avevi soltanto intuito.
Nasce dall'unione di consapevolezza ed essenza.
La consapevolezza è la capacità di fermarsi e osservare ciò che accade dentro di noi. È ascoltare il corpo, le emozioni e i pensieri senza giudicarli.
L'essenza è la nostra parte più autentica. Quella che esiste prima dei ruoli, delle aspettative e delle maschere che, spesso senza accorgercene, indossiamo ogni giorno.
Quando queste due dimensioni si incontrano, nasce la consapevolessenza.
Per me significa vivere con maggiore presenza, senza perdere il contatto con ciò che sono davvero. Significa respirare prima di reagire, scegliere con intenzione, ascoltare il corpo e lasciare che sia lui, ogni tanto, a indicare la strada.
Forse è anche questo il motivo per cui amo insegnare yoga e accompagnare le persone nella Camminata Metabolica®. Al di là del movimento, del respiro o della tecnica, quello che cerco di condividere è proprio questo ritorno a sé.
Perché il benessere non nasce soltanto da ciò che facciamo.
Nasce soprattutto dal modo in cui abitiamo la nostra vita.
Ho voluto condividere questa parola perché credo che racchiuda un messaggio prezioso, soprattutto in un periodo dell'anno come l'estate, quando il ritmo rallenta e diventa un po' più facile ascoltarsi.
Ti lascio una domanda.
Quando è stata l'ultima volta che ti sei sentito davvero in contatto con la tua essenza?
Forse la risposta non è da cercare lontano.
Forse è già lì, in attesa che tu le conceda qualche istante di autentica... consapevolessenza.
Se ti va scrivimi un commento al riguardo.

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